Mina Gregori

Presidente onorario della Camera Musicale Fiorentina

Mina Gregori è una storica dell’arte italiana, accademica dei Lincei (classe di Scienze morali) e professoressa emerita di Storia dell’Arte moderna presso l’Università di Firenze.

Nasce a Cremona il 7 marzo 1924. Dopo la laurea all’Università di Bologna si trasferisce a Firenze per proseguire la carriera universitaria sotto la guida del maestro Roberto Longhi, luminare del quale è stata allieva prediletta ed erede spirituale, e che per affetto e gratitudine le lascia in eredità la sua prestigiosa rivista di arti figurative, “Paragone”, dal lui fondata nel 1950.

Detta la Signora del Caravaggio, è considerata uno dei massimi esperti a livello internazionale di Michelangelo Merisi (il Caravaggio). Tra i suoi studi, tradotti in tutto il mondo, spiccano i saggi e le monografie sulla pittura dell’Italia settentrionale dal Quattrocento al Settecento.
Nella sua invidiabile carriera ha curato mostre come Il Caravaggio (1951) al Palazzo Reale di Milano, nota come la mostra organizzata da Roberto Longhi, che a causa di un malessere dovette lasciar fare tutto alla sua giovane assistente Mina Gregori, mostre conosciute e apprezzate come Il Cigoli e il suo ambiente (1959), Il Morazzone (1962), Giovanni da San Giovanni (1978), Giovan Battista Moroni (1979), Raffaello a Firenze (1984), I Campi e la cultura artistica cremonese nel Cinquecento (1985), Caravaggio e il suo tempo (1985), Il Seicento fiorentino (1986), Giacomo Ceruti il Pitocchetto (1987), Michelangelo Merisi da Caravaggio. Come nascono i capolavori (1991), Sofonisba Anguissola e le sue sorelle (1994), Magnificenza alla corte dei Medici (1997). E ancora i recenti cataloghi: “La Collezione di Roberto Longhi. Dal Duecento a Caravaggio a Morandi”, a cura di Mina Gregori e G. Romano (2007), e “Caravaggio e la modernità. I dipinti della Fondazione Longhi”, a cura di Mina Gregori (2010).
La professoressa Mina Gregori ha dedicato la sua vita allo studio e alla ricerca, segnando la storia della nostra cultura e il gusto contemporaneo nel leggere l’arte.